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Il turismo enogastronomico

Diciamo la verità: molto spesso, dietro la facile retorica di visitare località per il piacere del bello e della cultura, si nasconde la volontà di mangiar bene ed abbondante. Del resto, come contrastare gli istinti di fame che sopravvengono ogni qualvolta visitiamo un negozio di prodotti tipici?
Ogni città, fin nel suo piccolo centro storico, accanto alle bellezze architettoniche sapientemente affianca le bontà culinarie del nostro bel paese. Volendo correggere il famoso detto, invece del paese “dei cento campanili”, si potrebbe scrivere “le cento cucine”.
Nel nuovo portale Turismo si un’apposita sezione si occupa del turismo legato all’enogastronomia italiana. Sono davvero molte le mete che si possono scegliere in funzione di questo aspetto. Gli esempi sono talmente tanti che sarebbe riduttivo citarne soltanto qualcuno.
In linea di massima, ciò ha portato a rivalutare cucine e ricette fino a pochi anni fa totalmente sconosciute. La cosa che più colpisce, però, è l’affermarsi di un trend particolare. Un piatto che soltanto cinquant’anni fa era considerato povero e per i poveri, ora ha riacquistato la sua definitiva dignità. Con il beneplacito degli anziani ancora viventi.
A ribadire ulteriormente il successo che la cucina ha acquisito, basta accendere la televisione per notare la tendenza a mostrare continuamente piatti e pietanze. E il caso di dire che se ne vedono veramente di cotte e di crude!
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